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Adattarsi al Bambino

(tratto ed adattato dal libro "Il bambino" di Penelope Leach)

E' molto più difficile occuparsi con gioia di alcuni bambini che di altri. Non si può scegliere il temperamento del proprio figlio come non si può sceglierne il sesso. Può capitarvi di avere un bambino che vi riesce facile da capire e trattare, per cui provate un affinità istintiva; o invece di trovarvi ad affrontare una creatura che ha bisogno di essere trattata in un modo che non vi è naturale né congeniale. Tutti i neonati sani hanno molti tratti e comportamenti in comune. Ma ciascuno è anche un individuo unico, che ha già fatto tutta una serie di esperienze uniche durante la vita intrauterina, alla nascita e subito dopo la nascita. Tutti questi fattori influiscono sul suo modo di adattarsi alla vita, di reagire alla madre e al mondo. E anche voi siete individui unici, con alle spalle anni di esperienze particolari. E tutto questo influirà sulle vostre aspettative e sulle vostre reazioni nei confronti di vostro figlio.
Se le vostre aspettative corrispondono alla realtà di vostro figlio e se il modo in cui vi viene « naturale » trattarlo gli si addice, il vostro rapporto sarà relativamente facile e sereno fin dall' inizio. Se invece c'è discrepanza, sia voi sia il bambino dovrete faticare di più per raggiungere un adattamento reciproco. Supponiamo che si tratti del secondo figlio e che il primo fosse un bambino fondamentalmente calmo e placido a cui faceva bene ricevere stimoli forti e godeva nell' essere maneggiato in modo energico. Probabilmente all' inizio vi metterete a trattare il nuovo nato come avevate fatto con il primo, e se le sue reazioni sono dello stesso tipo tutto andrà per il meglio. Ma se per caso è un bambino particolarmente sensibile e sovreccitabile, che si terrorizza di fronte a qualunque gesto che non sia la più delicata carezza, il vostro rapporto non sara affatto facile. Dovete cambiare entrambi: il suo comportamento modificherà il vostro modo di trattarlo, insegnandovi a essere più delicate; e il vostro modo di trattarlo modificherà il suo comportamento, insegnandogli a essere più rilassato.
In questi primissimi mesi il vostro sforzo sarà duplice: dovrete imparare a trattare il vostro bambino nel modo in cui ne ha bisogno ora, e nello stesso tempo dovete tener conto del fatto che certi aspetti più estremi del suo comportamento possono rappresentare una reazione a esperienze prenatali e natali e potranno quindi modificarsi radicalmente una volta che il bambino si sia assestato. Dovete quindi accettarlo per quel che è , lasciandogli aperta la possibilità di essere totalmente diverso tra un mese o tra un anno. Può succedere che una madre per natura estroversa ed energica, il cui bambino sia un neonato ipersensibile, faccia sforzi enormi per adattare il suo comportamento al figlio e finisca per abituarsi a tal punto all' idea che il suo bambino è nervoso o ipersensibile da continuare a trattarlo con particolare delicatezza anche quando questi ha ormai superato la sua fragilità di neonato ed è pronto per essere trattato in modo più sbrigativo. Se la madre non è aperta alla possibilità di un cambiamento nel figlio, può succedere che non le venga neppure in mente di proporgli giocattoli rumorosi o di fare giochi un po' violenti con lui quando avrà sei mesi; oppure cercherà di proteggerlo più del ragionevole da bernoccoli e ruzzoloni quando, intorno all anno, imparerà a camminare. E sui due o tre anni il bimbo dovrà conquistarsi a forza la sua indipendenza.
Perciò , trattate il vostro bambino nel modo, qualunque esso sia, che sembra renderlo felice e tranquillo. Ma pur reagendo con sensibilità alle sue esigenze attuali, cercate di non classificarlo. Di certo voi influirete su di lui e lui su di voi; ma quel che risulterà dall interazione reciproca, quale tipo di persona diventerà il vostro bambino, nessuno lo può sapere: questo è uno degli aspetti più affascinanti dell 'avere un figlio.

Proprio come esistono adulti che vedono quasi sempre il lato negativo della vita, cosi ci sono neonati inclini all' infelicità . Sono bambini che impiegano tempo a trovare il loro ritmo secondo lo schema: sonno profondo e sereno, sveglio e famelico, sazio, sveglio e contento, e poi, di nuovo a dormire. E' come se nel loro comportamento fossero mescolati alla rinfusa e a pezzetti un po' tutte queste situazioni, sicché rimangono imprevedibili e non riescono ad assestarsi abbastanza da godere la vita.
Comportamento tipico: il bambino stanco e irritabile ma non riesce a rilassarsi abbastanza da addormentarsi. Frigna, fa sonnellini brevi, finché gli viene fame, piagnucola ancora, succhia ma senza evidente piacere. Con ogni probabilità mangia lentamente e con difficoltà . Finita la poppata sta sveglio ma non è molto socievole. Si stanca presto di stare in braccio; sembra che non gli interessi molto se gli parlano, ma non è contento quando viene messo di nuovo nella culla. E' probabile che di notte si svegli spesso.
Sovente i bambini di questo tipo aumentano di peso più lentamente della media; imparano più tardi anche a sorridere e a giocare con le proprie mani .
Quale atteggiamento assumere: un neonato che non si riesce a rendere felice è molto deprimente. Come quello che piange senza un motivo apparente tenderà a farvi sentire una madre inadeguata. Alla lunga finirete anche per pensare che lo fa apposta. Vi sembrerà di riversare amore e cure su un bambino che non dà niente in cambio. Anche se si tratta di sentimenti più che naturali che nascono in quanto vi trovate davanti un bambino sempre scontento, è importante tenerli a bada. Cercate di ricordarvi che la sua infelicità non costituisce una critica nei vostri confronti. Non siete voi che non gli piacete, ma la vita fuori dall utero. Immedesimatevi in lui, siate dalla sua parte, altrimenti non sarete in grado di offrirgli il calore, l' attenzione amorevole e paziente che alla fine riuscirà a renderlo più felice. Fate il possibile perché vi guardi, vi ascolti, vi sorrida. Se resistete fino a quando si dimostrerà più ricettivo vedrete che riuscirà anche a superare questa sua infelicità .
Fate in modo che prenda molto latte, tutto quello che vuole, quando lo vuole.
Provate a notare se dorme più tranquillo quando è ben avvolto in una coperta . Avvolgetegli intorno uno scialle o una coperta ogni volta che lo mettete a dormire, fino a quando non sarà lui a scalciarli via.
 
Tentate di comprendere se il contatto con il vostro corpo lo rende più felice. Se vi sembra che gli piaccia essere portato in braccio, quando è sveglio, per alcune settimane tenetevelo appeso al collo o sulla schiena .
Evitate di introdurre nuove esperienze nella sua vita fino a quando non accetta più volentieri quelle che già sta facendo. Rimandate il primo giro in macchina e persino il primo succo di frutta finché non avrà smesso di essere cosi infelice.

Tutti i neonati trasaliscono ai rumori troppo forti, voltano la testa dall altra parte se la luce è troppo violenta e piangono alzando le braccia di scatto se gli sembra di stare per cadere. I neonati ipersensibili portano all ' estremo queste reazioni. Trasaliscono e piangono, tremano di fronte a stimoli modesti. Sembra che tutto li spaventi, e forse rimpiangono la penombra calda e rassicurante dell' utero.
Comportamento tipico: il neonato reagisce in maniera parossistica a qualunque tipo di stimolo, non importa se proveniente dal mondo esterno o dal suo stesso corpo. La fame lo porta ben presto a un parossismo di pianto disperato. I suoi stessi sussulti e contrazioni gli impediscono di addormentarsi e lo svegliano se sta dormendo. A sollevarlo dalla culla si irrigidisce, a metterlo giù trasalisce. La minima modificazione dell' ambiente lo mette in allarme. Può bastare lo squillo del telefono nella stanza accanto a farlo trasalire.
Quale atteggiamento assumere: non è certo con i continui spaventi che questo tipo di neonato imparerà a non avere più paura. E' non continuando a ricevere scosse che il suo sistema nervoso imparerà a tollerarle. Solo due cose potranno calmare il vostro bambino: maturare lentamente ed essere trattato con tanta tenerezza e gentilezza da dovere affrontare sempre meno difficoltà e disagi nel corso della sua vita quotidiana. Accudire e curare un neonato ipersensibile è problematico, ma proprio per questo può rappresentare una specie di sfida. Se riuscite a considerare l' impegno che vi dovete assumere da questo punto di vista, potrà risultare persino piacevole. Provate a proporvi di riuscire a far trascorrere l' intera giornata, o parte di essa, senza fare nessun gesto o senza che succeda qualcosa che lo spaventi o che lo faccia piangere. Lo scopo a cui mirare è mantenere al di sotto della sua soglia di tolleranza gli stimoli che riceve, finché non sarà abbastanza maturo da accettare senza turbamento stimoli più intensi.
Non abbiate mai fretta quando lo accudite. Quando, per esempio, state per sollevarlo dalla culla, dategli un preavviso sufficiente, in modo che i suoi muscoli possano prepararsi al cambiamento di posizione. Quando l' avete in braccio, muovetevi lentamente e senza scosse, sostenendogli la testa e dandogli la sensazione di essere al sicuro.
Maneggiatelo il minimo indispensabile. Per esempio, il neonato
ipersensibile odierà certamente fare il bagno; perciò , finché non sarà più sicuro, lavategli soltanto faccia, mani e sederino. Probabilmente detesterà anche gli scossoni della carrozzina e lo stare all aperto. Perciò per alcune settimane spostatelo solo dalla culla o dalla carrozzina alle vostre braccia e viceversa.
Riducete gli stimoli fisici tenendolo avvolto in una copertina o in uno scialle. I cambiamenti di posizione e gli spostamenti gli riusciranno molto meno preoccupanti se avrà intorno al corpo qualcosa che lo avvolga bene , creando tra lui e il mondo esterno una sorta di bozzolo protettivo.
Fate in modo che quanti hanno a che fare con il bambino usino molta delicatezza. Lo scopo fondamentale da raggiungere è che il bambino scopra che il mondo e le persone che lo popolano non sono pericolosi. Basterà una risata fragorosa per spaventarlo e renderlo ancora più schivo. Proteggetelo da questi piccoli traumi: ha tutto il tempo necessario per socializzare.

I neonati che praticamente non fanno altro che dormire, si sentono con ogni probabilità impreparati alla vita extra uterina quanto quelli infelici o ipersensibili. La loro reazione però è molto diversa: invece di protestare o di rinchiudersi in se stessi, evitano di affrontare la vita dormendo il più possibile.
Comportamento tipico: non pare neppure di avere un bambino. Non avanza nessuna pretesa; bisogna svegliarlo per dargli da mangiare e spesso difficile persuaderlo a rimanere sveglio abbastanza a lungo da finire la poppata; se succhiando si riaddormenta sarà pressoché impossibile svegliarlo di nuovo. Si direbbe che a questo tipo di bambino non importi gran che di quanto lo circonda. E' raro che pianga a lungo, ma altrettanto raro che abbia l 'aria particolarmente felice. E' come se non volesse prendere posizione: ad ogni buon conto, lui dorme.
Che fare: anche se la sua scarsa responsività può costituire una delusione, questo è un tipo di bambino piuttosto semplice da accudire. Finché vostro figlio è cosi dormiglione, voi potete approfittarne per riacquistare la forza fisica e mentale che certamente vi occorrerà quando il bambino comincerà a maturare.
Assicuratevi che sia abbastanza sveglio per mangiare a sufficienza. Può accadere che un neonato molto dormiglione, allattato a richiesta, non aumenti di peso come dovrebbe perché non chiede di mangiare secondo il suo fabbisogno. Lo dovrete svegliare e in tal caso non c'è nulla di male a scegliere l 'orario che più vi conviene, purché il bambino mangi almeno ogni quattro ore. Se è tanto assonnato da non riuscire a succhiare per più di cinque minuti ogni volta, offritegli un paio di pasti in più .
Può anche darsi che un bambino di questo tipo dorma, fin dall inizio, per dodici ore consecutive di notte. Non lasciateglielo fare: un neonato non può rimanere per tante ore senza acqua, a parte naturalmente il nutrimento.
Non date per scontato il suo sonno e il suo isolamento. In altre
parole, non accettate passivamente questo suo desiderio di restarsene isolato per ore nella culla. Non perdete occasione per tenervelo in braccio e parlargli cercando di risvegliare il suo interesse a guardare gli oggetti, a sentirvi parlare. Se dopo qualche minuto si addormenta non vi resta che rimetterlo nella culla, ma cercate di intrattenerlo durante ogni pasto. Il vostro compito consiste nel fargli scoprire che è bello essere svegli.

Il fabbisogno di sonno varia molto da un bambino all'altro, fin dalle prime ore di vita. La maggioranza dei neonati dormirà circa 16 ore su 24; i più dormiglioni arriveranno a dormire 22 ore su 24;
i neonati insonni arriveranno al massimo a 12 ore di sonno, dormendo raramente per più di due ore consecutive.
Comportamento tipico: il bambino non è particolarmente infelice o particolarmente ipersensibile; non c'è nulla che « lo tenga sveglio »; semplicemente non dorme il numero di ore che ci si aspetta da un neonato. Dopo la poppata, si addormenta immediatamente, ma di li a un paio di ore di nuovo sveglio, e non perché abbia fame, ma solo perché ha finito di dormire. Mostrerà interesse per il mondo che lo circonda molto più presto della media dei neonati; il suo sviluppo sarà più rapido in tutti i campi. Quale atteggiamento assumere: non è certo il tipo di bambino di cui ci si può occupare per brevi ma concentrati periodi, dimenticandosi della sua esistenza negli intervalli. Le vostre reazioni nei confronti di un bambino del genere dipenderanno in parte dal da fare che avete. Se avete un altro figlio di due o tre anni, questi avrà molti più problemi di gelosia se il fratellino appartiene al tipo insonne. Il guaio con i neonati insonni che stanno svegli cosi a lungo a un età in cui è piuttosto difficile trovare delle attività per intrattenerli. Non sanno tenere in mano i giocattoli, né sono pronti a giochi fisici; non li si può neppure mettere a sedere. Tenete comunque presente che il vostro bambino, quando avrà sonno, dormirà : non preoccupatevi se secondo le regole dovrebbe dormire, ma cercate di accettare il fatto che sta sveglio. Se pretendete che si comporti come fanno gli altri bambini, non farete che sprecare un sacco di tempo rendendolo infelice.
Cercate vari modi per tenergli compagnia. Provate a sistemare la carrozzina in cucina e prendete l' abitudine, mentre svolgete le vostre faccende, di fermarvi di tanto in tanto a chiacchierare con il bambino. Oppure sistematelo vicino a voi quando leggete o guardate la televisione.
Trovate un sistema poco faticoso per tenerlo in braccio. Andarsene in giro in braccio a qualcuno è il passatempo ideale per il neonato insonne. Siccome non è possibile tenerlo sempre in braccio, una soluzione potrebbe essere un « marsupio » o uno zainetto da mettere sulla schiena, che vi permetteranno di tenerlo sempre vicino.
Sistemate dei giacigli sul pavimento nei punti strategici. Utile sarà un materassino da spostare di stanza in stanza: il bambino si annoierà meno se ci sono frequenti cambiamenti di scena.Offritegli oggetti interessanti da guardare. Cosi potrà intrattenersi per conto suo. Appendetegli degli oggetti al soffietto della culla o della carrozzina, e cambiateglieli spesso, in modo che abbia sempre qualcosa di nuovo da guardare. Costruite o comperate un paio di giochi sospendibili, perché possa guardare qualcosa che si muove.
Abituatevi a trattarlo come se fosse più grande della sua età . Durante le ore di veglia, il neonato insonne accumula una quantità di cognizioni; quindi è importante seguire con attenzione il suo sviluppo, per essere pronti a fornirgli nuovi stimoli non appena dimostra di averne bisogno

Regole facili

1) non cercate di cambiare vostro figlio, ogni neonato ha un suo carattere.
2) assecondatelo, con il tempo crescerà.
3) modificate le vostre abitudini per rendere più sopportabile la     convivenza con questo nuovo coinquilino