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Allattamento al seno

Non sempre è facile prepararsi all'allattamento al seno. Come capita di dover insegnare ad alcuni neonati, con delicatezza, a utilizzare il loro istinto di suzione, anche i seni vanno abituati a poco a poco a svolgere la loro funzione naturale. Per molte madri primipare questi primi giorni sono fonte di preoccupazione, di disagio, tanto che alcune abbandonano il tentativo di allattare in capo a una settimana. Non rinunciate, per lo meno, finché non avrete sperimentato quel momento bellissimo quando, superate le prime difficoltà , il latte sarà li, come per incanto, ogni volta che il vostro bambino lo desidera. Le madri che hanno già avuto dei figli non si lasciano infatti scoraggiare facilmente dalle difficoltà . Sanno che, una volta regolarizzata la secrezione del latte, allattare al seno è un esperienza positiva.
La dimensione dei seni non influisce sulla capacità di produrre latte a sufficienza.
Non stupitevi e non lasciatevi scoraggiare se allattare, finché rimanete all' ospedale, sembra una lotta. Un reparto affollato non è il luogo più adatto per imparare ad allattare dovendo contemporaneamente insegnare a un neonato a succhiare. Probabilmente tutto andrà meglio quando voi e il vostro bambino potrete stare insieme da soli, a casa, nel vostro ambiente, lì dove tutto è sotto il vostro controllo e potrete godere dell intimità di cui avete bisogno per sperimentare senza complessi.
Occorrono probabilmente da tre a cinque giorni prima che si formi il latte. Nel frattempo non commettete l 'errore di pensare che il colostro sia latte « annacquato e « di nessun valore », Il colostro è annacquato perché l 'acqua è l' elemento di cui i neonati hanno più bisogno e nulla esiste che sia altrettanto utile e nutriente per il neonato.
In questi primi giorni dovreste attaccare il bambino al seno più frequentemente possibile, sia per fargli prendere il colostro, sia perché si eserciti a succhiare mentre il vostro seno è ancora morbido, altrimenti gli sarà più difficile succhiare quando il seno sarà più grosso, più teso e più turgido di latte. Alla nascita lo stomaco del bimbo è minuscolo e non può recepire piu' di 5-10 ml di latte, esattamente quello che il seno produce. Il bimbo ha ancora fame, e l'unico modo di saziarsi è fare moltissime mini poppate. Normale che il bimbo stia "sempre" attaccato! Non significa che avete poco latte ma che ne avete a sufficienza per riempire lo stomaco del neonato che però si svuota subito e ne vuole altro! Questa continua suzione stimola la produzione di nuovo latte che aumenta di poppata in poppata in modo parallelo alle dimensioni dello stomaco del piccolo! E' un rincorrersi tra la capacità dell' stomaco del neonato e quella del seno di produrre sempre più latte!! L'unico errore che potete commettere è di pensare che il bimbo faccia tutte quelle poppate perchè avete poco latte e perciò di iniziare a dare una aggiunta! Sarebbe l'inizio della fine perchè prendendo più latte di quello prodotto al momento dal seno, farebbe meno poppate e il seno meno stimolato smetterebbe di produrre latte sufficiente!
Quando poi arriva il latte in quantità, potrebbero verificarsi alcuni problemi di breve durata, ma fastidiosi:
Dopo il parto nel vostro corpo si produce una fortissima attività ormonale che stimola la secrezione del latte. Spesso il latte « arriva » di notte e i seni diventano grossi, tesi e turgidi perché vi fluisce il latte e una maggiore quantità di sangue. Talvolta i messaggi di natura chimica che arrivano ai seni sono troppo forti, i seni diventano allora duri, caldi, dolenti e anche le areole attorno ai capezzoli si tendono. Se si verifica questo fenomeno significa che i seni sono ingorgati.

Quando le mammelle sono in questo stato danno molto fastidio e a volte sono molto dolenti. Fortunatamente l 'equilibrio ormonale s ristabilisce in un giorno o due e i seni non saranno più cosi grossi, tesi e dolorosi, neppure quando produrrete molto più latte per sfamare un bambino più grande e che mangia di più. L' ingorgo si cura eliminando una parte dell' eccesso di latte. Non potrete farlo attaccando il bambino perché non riuscirà a prendere in bocca l'areola gonfia. Dovrete prima ammorbidire i seni con frequenti impacchi caldi e spremendo poi un po di latte .

Se il bambino non prende latte a sufficienza a intervalli abbastanza frequenti da eliminare il disagio dell eccessiva secrezione, proverete sollievo facendo degli impacchi freddi o applicando al seno dei cubetti di ghiaccio avvolti in un panno e alleggerendo la pressione del latte in eccesso tirandolo manualmente o con tiralatte. Anche un semplice analgesico vi sara di aiuto.(tachipirina)
Se il vostro bambino succhia con entusiasmo, i capezzoli non abituati a questo trattamento si possono infiammare. I massaggi e le spugnature che avevate fatto negli ultimi mesi di gravidanza dovrebbero aver rafforzato i capezzoli, ma ora dovete limitare le poppate a circa due minuti per parte, aumentando solo di un minuto al giorno finché i capezzoli si saranno abituati al nuovo uso.
E' inoltre consigliabile mantenere i capezzoli asciutti fra una poppata e l' altra e non staccare con violenza il bambino dal seno .
Se all improvviso sentite un dolore lancinante al capezzolo quando il bambino si attacca e lo sentite ancora quando succhia, vi potrebbe essere una piccola ferita. Bisogna lasciar riposare un capezzolo con le ragadi e chiedere consiglio al medico che probabilmente vi prescriverà un unguento da applicare per favorire la guarigione e prevenire un infezione(senosan, osmin-rag). Le ragadi guariscono in un paio di giorni, nel frattempo il bambino deve essere allattato solo da un seno. Potete eventualmente spremere delicatamente il latte da quello ammalato.
Accade, anche se di rado, che uno dei canalini che portano il latte dalle ghiandole ai capezzoli si blocchi. Il latte si accumula intorno a quel punto e voi sentirete al tasto un piccolo nodulo, duro e doloroso.
Fate degli impacchi di acqua calda alle mammelle e massaggiatele delicatamente, poi attaccate il bambino. Se il nodulo e il dolore diminuiscono, significa che avete favorito lo sblocco del canale. In caso contrario interpellate il medico il giorno stesso, perché il nodulo potrebbe essere un ascesso in via di formazione e non un semplice blocco.
E' importante consultare il medico il giorno stesso anche se potete tranquillamente continuare ad allattare il vostro bambino al seno ammalato.
Se si cura un ascesso dall inizio (di solito con gli antibiotici) si può continuare ad attaccare il neonato, come sempre, durante tutto il periodo del trattamento se il dolore è sopportabile.

Quando il neonato succhia, mette in moto uno stimolo che facilita la fuoruscita del latte. La suzione, il pianto per la fame o la sua sola presenza quando i seni sono colmi provocano l' immissione nel sangue di un ormone, l'ossitocina che fa contrarre le fibre muscolari attorno alle ghiandole mammarie favorendo la discesa del latte lungo i canalini. L' ossitocina fa anche contrarre i muscoli dell utero e alcune donne percepiscono queste contrazioni come lievi dolori addominali, simili alle coliche. Scompaiono quasi del tutto in due o tre giorni.

Talvolta questo riflesso provoca la fuoruscita del latte da un seno quando il neonato succhia dall'altro o da entrambi se sono stracolmi .
Più il lattante succhia, più latte si forma e più spesso ne succhia più presto se ne forma. Per questo motivo una mamma può produrre la quantità sufficiente sia per un neonato di 2,700 kg sia per dei gemelli del peso complessivo di 5,900 kg; e per questo motivo può produrne a sufficienza per un neonato di due settimane come per un bimbo di ventidue settimane.

I seni producono il latte, il neonato lo beve e i seni, svuotati, cominciano subito a produrne dell' altro. Se il lattante è soddisfatto di questo primo pasto, starà tranquillo per qualche tempo, e a montata lattea avvenuta anche  per circa tre ore e i seni produrranno circa la stessa quantità di latte consumata. Ma se il bambino non ne ha avuto a sufficienza in questa prima poppata vorrà svuotare nuovamente i seni anche dopo un ora .  Essi saranno stimolati a produrne di più .
Con più frequenza il lattante svuota i seni, tanto più latte si riforma. Alla fine, forse dopo un giorno, forse dopo una settimana, la secrezione lattea sarà sufficiente ad appagare il neonato che non avrà più fame tanto spesso. Svuoterà il seno ogni tre o quattro ore e la secrezione rallenterà a questo livello di produzione.
Lasciate che il bambino succhi ogni volta che ha fame, qualunque sia la frequenza delle sue richieste. Per alcuni giorni vorrà essere allattato 10 o 12 volte nelle 24 ore. Se i capezzoli non si irritano o non si formano le ragadi e se riuscite a considerare questo periodo di poppate praticamente ininterrotte come un riposo fisico per voi stessa, potete allattarlo tutte le volte che vuole.
Assicuratevi che ad ogni pasto entrambi i seni siano stati svuotati in modo da ricevere la massima stimolazione. Se il bambino avanza del latte, spremetelo manualmente .
Non fate aspettare il bambino fino al suo " orario ". Rispettare l' orario significa perdere il messaggio vitale che viene inviato ai seni « ne voglio di più , producilo », con la conseguenza che il bambino continuerà ad avere fame, sarà irrequieto e non potrà sopportare un intervallo ragionevole fra una poppata e l 'altra.
Non offritegli un biberon anziché il seno, anche se ha succhiato così di recente da sapere con certezza che non avete del latte. Ne sarà rimasto pur sempre un pochino: se non glielo lasciate succhiare, i seni si riempiranno più lentamente.

Non offritegli il biberon e il seno, anche se le sue richieste sono tanto frequenti da farvi pensare che abbia bisogno di mangiare di più a ogni pasto, perché i seni non riceverebbero l' informazione della quantità desiderata e non sarebbero quindi in grado di produrre una maggiore quantità di latte per soddisfare la sua fame.

Alcune madri non sono tranquille sull' alimentazione dei loro bambini se non sanno quanto latte prendono. Il consiglio giusto : « Lasciate fare al neonato, ne prenderà secondo il suo bisogno se allattato ogni volta che ha fame ». Ma se siete preoccupata, potrebbe essere difficile seguire questo consiglio. In effetti la preoccupazione che il bambino non mangi a sufficienza è uno dei motivi più comuni che spinge le madri a passare dall allattamento al seno a quello artificiale. E' un sollievo poter vedere che il bambino ha succhiato 85 o 155 gr.
Non rinunciate all'allattamento naturale, se sia voi che vostro figlio lo trovate soddisfacente. Ma siccome è importante che siate serena, se serve a tranquillizzarvi, fatevi prestare una bilancia per neonati, o prendetela a nolo: chiedetela in farmacia.
Non è conveniente pesare il bimbo due volte ad ogni poppata: nove su dieci ne ricaverete solo apprensione le volte che succhierà un po' di meno. Invece vale la pena pesarlo una volta ogni settimana alla stessa ora prima del pasto, ad esempio della mattina. Se è cresciuto dai 180 ai 250 gr. va tutto bene. Se è cresciuto di meno, ricontrollarlo la settimana dopo: è molto probabile che si sia rifatto con gli interessi.
Fate in modo che l'allattamento al seno non vi crei inutili ansie e vi spinga a pesare continuamente il bambino.Anche se difficilmente un bimbo allattato al seno vuole altri liquidi per placare la sete, offritegli spesso dell'acqua con un cucchiaino o un po' di tisana, se ha sete la prenderà.